Rovigno sorge su un'ex isola e si comporta ancora così. Cosa vedere, nell'ordine in cui le strade ti portano davvero.
Fino al Settecento Rovigno era un'isola, separata dalla terraferma da uno stretto canale. Il canale è stato colmato, ma la forma è rimasta: un ovale compatto di pietra che sale verso un unico campanile, con il mare su tre lati. Per questo il paese si legge così bene da lontano e disorienta appena ci si entra. Ogni vicolo piega in salita verso Sant'Eufemia, quindi perdersi qui dura poco.
Parti dal porto, non dalla cima
È al porto che la città si spiega da sé. Le barche da pesca stanno lungo la stessa riva verso cui guardano i vecchi magazzini, e l'Ecomuseo della Batana lì accanto è l'unico museo di Rovigno su cui vale la pena costruire il programma: la batana è la barca locale a fondo piatto, e il museo esiste perché la tradizione che la circonda è riconosciuta come patrimonio vivo, non come pezzo da vetrina. Dal porto, via Grisia è la salita evidente, e l'Arco dei Balbi segna l'antico ingresso.
Sant'Eufemia e il campanile che si vede da ovunque
La chiesa sta nel punto più alto e il suo campanile è modellato su quello di San Marco a Venezia, il che dice quasi tutto su chi ha costruito questa città e perché ha ancora questo aspetto. Dentro si trova il sarcofago di Sant'Eufemia. Fuori, la terrazza è la vista per cui tutti salgono. La salita al campanile non è per tutti: scale di legno, ripide, meglio valutarla prima se l'altezza è un problema.
- Via Grisia: il vicolo delle gallerie e la salita principale, affollata a metà giornata.
- Arco dei Balbi e l'orologio civico: la porta antica e la piazza subito dentro.
- Punta Corrente (Zlatni rt): il parco forestale a sud del paese, e il motivo per portare scarpe comode.
Due nomi, una città
Rovigno è ufficialmente bilingue, e Rovinj non è una traduzione ma l'altro nome locale. I cartelli portano entrambi, la comunità italiana qui è antica e non turistica, e si sente nella cucina e in come la gente chiama le cose. Chi arriva aspettandosi una città croata con decorazione italiana ha capito al contrario: qui entrambe le cose sono normali da secoli.
- Isola Rossa (Crveni otok): un breve tragitto in barca dal porto, buono per mezza giornata.
- Baia Lone e spiaggia Monte: le due opzioni per il bagno senza bisogno di auto.
- Museo civico di Rovigno: piccolo, in un palazzo barocco sulla piazza principale, buono per un'ora di pioggia.
“Rovigno è uno dei pochi centri storici adriatici dove il turismo è arrivato dopo la forma, non il contrario.”
In pratica: il centro storico è pedonale e la salita è acciottolata e irregolare, quindi pensa alle scarpe più che all'orario. Mattina e tardo pomeriggio sono nettamente più tranquilli di metà giornata. Il percorso dal porto a Sant'Eufemia, con le tappe in ordine, è mappato nell'app CroVenture.
